Nella ristorazione, il datore può licenziare per giusta causa il dipendente che mangia senza pagare?

[Domanda di Pasquale, 17/07/2012] Lavoro nella ristorazione da 4 anni e non ho una pausa per mangiare qualcosa. I miei turni sono dalle 11,30 alle 15,30 oppure 18,30 - 24,00. Tempo fa ci è capitato di consumare qualcosa senza pagare e il datore di lavoro ci ha fatto pagare una multa di 100,00 euro cadauno. La cosa si è ripetuta. Posso essere licenziato per giusta causa?

Risposta: L'art.7 dello Statuto dei Lavoratori prevede innanzitutto che le norme disciplinari devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.
Inoltre, il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa; il lavoratore può fardi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale.
Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, non possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni.
In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.
Nel caso di specie, sarebbe quindi opportuno innanzitutto verificare cosa prevede il CCNL di categoria; in secondo luogo, verificare se il datore di lavoro abbia o meno rispettato la procedura di contestazione dell'illecito disciplinare. Ad ogni buon conto, la sanzione così come descritta appare illegittima, sia per modalità di irrogazione che per importo.
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